E-commerce: il Diritto di recesso negli acquisti online

Il Codice del Consumo (art. 52 e ss.) in tema di diritto di recesso prevede per l’acquirente online il diritto di “ripensamento”  una volta che sia entrato in possesso del prodotto e abbia avuto modo di valutarne caratteristiche e qualità. Questo diritto attribuisce al consumatore il potere di sciogliere unilateralmente il vincolo contrattuale attraverso una semplice comunicazione al Venditore senza l’obbligatorio di specificarne il motivo.

Un volta ricevuta la richiesta di recesso, il Venditore avrà l’obbligo di rimborsare il Consumatore, il quale però avrà obbligo di farsi carico dei costi di restituzione.

Diciamo che in questo caso il legislatore ha voluto trasferire all’Acquirente gli stessi vantaggi che si hanno acquistando “a banco”, visto che l’Acquirente on-line non può toccare direttamente l’oggetto della vendita ma ne prende completa visione solamente al momento della consegna.

E’ da notare che il Diritto di Recesso è applicabile esclusivamente all’interno dell’area UE.

Casi particolari in cui non è possibile esercitare il diritto di recesso

Il Codice del Consumo prevede che vi siano alcune casi per i quali è del tutto escluso il diritto di recesso, ad esempio

  • la vendita di prodotti personalizzati o confezionati su misura;
  • la vendita di beni deteriorabili;
  • la vendita di beni sigillati che non si prestano alla restituzione dopo l’apertura;
  • la vendita di bevande alcoliche il cui prezzo sia legato a fluttuazioni di mercato e la cui consegna non possa avvenire entro 30 giorni;
  • la vendita di giornali, riviste oppure periodici;
  • la vendita di video/audio/software consegnati sigillati e che siano stati aperti;
  • contratti in cui l’Acquirente ha specificamente richiesto una visita da parte del Venditore ai fini dell’effettuazione di lavori di riparazione o manutenzione.

Nota: non è possibile escludere il recesso per i beni in promozione.

Quali sono dunque diritti e doveri regolamentati, che ambo le controparti stipulanti dovranno rispettare? Vediamole bene nel dettaglio.

L’obbligo di informativa precontrattuale al consumatore

Il Venditore ha l’obbligo di informare il Consumatore circa l’esistenza del diritto di recesso, e l’onere di metterlo in condizione di esercitare tale facoltà. A tal proposito dovrà fornire esauriente spiegazione delle fasi che regolano la procedura di reso.

In alcun caso la mancata comunicazione dei propri diritti potrà ledere il consumatore, anzi, il legislatore sanziona tale inadempimento con un allungamento dei termini di recesso che potranno prolungarsi fino anche ad 1 anno e 14 giorni.

Ma viene inoltre stabilito un ulteriore dovere per il Venditore, che è quello di consegnare all’acquirente un modello per l’esercizio del recesso che questi potrà stampare e spedire via posta raccomandata. L’eventuale presenza di altri strumenti presenti sul sito aventi la possono essere previsti solo in aggiunta, ma rimarrà obbligatoria la presenza del modulo preimpostato, lasciando all’acquirente la facoltà di utilizzarlo.

Una pronuncia della Suprema Corte di cassazione ha ribadito che la clausola di recesso indicata all’interno delle condizioni generali di contratto deve restare separata dalle altre clausole, per rendere chiara, trasparente ed immediata l’informazione al consumatore e che deve avere caratteri tipografici eguali o superiori a quelli degli altri elementi indicati nel documento.

Esercizio del diritto di recesso da parte dell’acquirente

Prima di recedere dal contratto, il cliente può solo esaminare la merce come se fosse in un negozio, per potersi accertare che sia quella ordinata e desiderata. Se il cliente ha utilizzato la merce prima di restituirla, il venditore può chiedere un rimborso per la diminuzione del valore dovuta all’uso.

Il Codice del Consumo stabilisce che il Consumatore ha 14 giorni di tempo per comunicare al Venditore la sua volontà di recedere dall’acquisto, senza avere l’obbligo di specificarne i motivi e senza che il Venditore pretenda spiegazioni come condizione del reso.

Ma affinché l’Acquirente possa beneficiare della facoltà di esercitare il diritto di recesso dal contratto deve, prima della scadenza del periodo di recesso, informare il Venditore della sua decisione:

  • utilizzando il modulo che per legge il Venditore deve aver reso disponibile sul sito
  • in alternativa, presentando una qualsiasi altra dichiarazione esplicita della sua decisione di recedere dal contratto

E’ consigliabile inviare la documentazione attraverso una raccomandata a/r, anche se qualunque altro mezzo dia certificazione della provenienza della dichiarazione e prova di ricezione è giuridicamente valido: una soluzione alternativa consigliata è la posta elettronica certificata PEC.
È possibile inviare la comunicazione anche mediante telegramma, telex e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive.

Il calcolo del termine dei 14 giorni per l’esercizio del diritto di recesso si effettua con la modalità “calendario”, partendo, senza computarlo, dal giorno in cui il consumatore entra in possesso del prodotto e proseguendo sino al 14 giorno successivo che va in questo caso invece conteggiato.

Il Venditore che riceve la comunicazione deve dare al consumatore conferma di ricevimento.

Il rimborso del prezzo di vendita

Il Venditore ha l’obbligo di rimborsare tutti i pagamenti ricevuti in occasione della vendita, anche i costi di consegna (se di consegna standard si era trattato: fanno salvo i costi extra dovuti, per esempio, alla richiesta specifica dell’Acquirente di servirsi di consegne rapide o particolari).

E’ obbligatorio per il Venditore adempiere all’obbligo di rimborso entro e non oltre 14 giorni, decorrenti dal momento in cui è stato informato della richiesta di recesso.

L’art. 57 del Codice del Consumo impedisce al Venditore di trattenere arbitrariamente somme di denaro: la restituzione del corrispettivo deve essere integrale! Una volta ricevuto in restituzione il prodotto però il Venditore potrà eventualmente valutare e peritare l’oggetto, e ritenere responsabile il consumatore per l’eventuale “diminuzione di valore” dell’oggetto: se dall’uso del bene da parte dell’Acquirente ne ha derivato un danno al prodotto tale per cui il suo valore è diminuito, questi ne risponde con il Venditore.

Entro i medesimi 14 giorni dalla ricezione della comunicazione di recesso il Venditore dovrà procedere al riaccredito delle somme con le stesse modalità usate dall’Acquirente per il pagamento del bene.

La restituzione del prodotto

Comunicata la volontà di restituire il prodotto, l’Acquirente dovrà rispedire quanto ricevuto entro 14 giorni, facendosi carico della relativa spesa di restituzione.

Ai sensi dell’art. 56 del Codice del Consumo, il termine dei 14 giorni si intende rispettato se il l’Acquirente spedisce il prodotto prima della scadenza del termine: basta la prova di avvenuta consegna all’ufficio postale o al corriere.

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