Gutenberg e WordPress 5.0: considerazioni (personali) sul nuovo editor

Oggi (purtroppo… e qui già si capisce da che parte sono schierato) è stata rilasciata la versione 5.0 di WordPress, che sostituisce completamente il caro vecchio editor di testi (chiamato TinyMCE) a cui tutti eravamo da anni abituati.
Il fatto che Gutenberg (il nome del nuovo editor) possa essere rimosso ed installando un plugin esterno si possa ripristinare il vecchio editor è di poca consolazione, visto che tanto questa opportunità è destinata purtroppo ad avere vita breve.

Ma cerchiamo di capire meglio cosa sta succedendo, cosa Gutenberg comporti e quali sono i motivi che hanno spinto gli sviluppatori ad introdurlo.

Gutenberg editor: i vantaggi

L’editor classico di WordPress obbligava i gestori di contenuti a lavorare in un’unico campo, creando parecchi limiti alle possibilità di impaginazione. Questi limiti ora sono stati quasi del tutto superati da Gutenberg che invece permette di separare (e riordinare) in blocchi distinti: titoli, paragrafi, liste, immagini, tabelle e quant’altro possa essere parte del contenuto di un post. Gutenberg offre anche nativamente una serie di tipologie aggiuntive di elementi che prima non erano previsti (attenzione, qui si parla sempre di un WordPress in configurazione “nativa”), prima fra tutte la possibilità di distribuire i contenuti in colonne.

Anche le tabelle ora sono molto facili da gestire e si possono inserire come blocco all’interno dell’editor, mentre prima o si utiizzava un plugin di terze parti o si doveva integrare manualmente del codice HTML specifico.

Esistono tantissime altre novità che rendono Gutenberg molto più potente del vecchio editor, come ad esempio nuovi stili visivi e opzioni per formattare il testo, creare capolettera o cambiare il colore del fondo con il nuovo componente della tavolozza colori personalizzata.
È stata aggiunto un’elemento cliccabile che riproduce nella barra laterale la struttura del documento e che permette di saltare velocemente da una sezione all’altra del post, cosa che può tornare molto utile quando si scrivono contenuti molto lunghi.

Il blockquote standard è ora affiancato da una nuova citazione in evidenza, e c’è anche la possibilità di aggiungere un pulsante, utile ad esempio per inserire delle “call to action” nei post.

Gutenberg semplifica anche l’integrazione dei contenuti multimediali: YouTube, SoundCloud, Hulu, Flickr, Imgur, Twitter, Slideshare, Reddit e molti altri.

Ma quindi, perchè dico che Gutenberg peggiorerà le cose?

Gutenberg editor: gli svantaggi

Gutenberg si muove nella direzione di cercare di fornire, a chi gestisce un sito web, maggiori strumenti e maggiore flessibilità nella disposizione e formattazione dei contenuti, ma questo però è valido solo per chi gioca al “fai da te” e si accontenta che il risultato sia più o meno gradevole.
Proviamo invece a considerare di utilizzare Gutenberg in un contesto professionale, dove il titolare ha commissionato il proprio sito web ad un professionista perché vuole che ogni elemento sia ottimizzato da chi sa come farlo (anche in ottica di usabilità e SEO): in questo caso il Professionista si troverà in mano strumenti “inutili” che avrebbe tranquillamente potuto implementare lui stesso nel tema, ma ottimizzandoli, arricchendoli magari di volta in volta con elementi grafici specifici piuttosto che accrocchiando sempre e solo i soliti stili generici!

Per esperienza diretta di Professionista incaricato della realizzazione di siti web posso assicurare che chi mi commissiona un lavoro lo fa proprio perché sa di non avere le capacità per prendere decisioni valide e sensate sul layout di una pagina, ne tanto meno ha tempo o voglia di farlo, ma si aspetta che ci sia qualcuno che lo fa con competenza al posto suo.

I CMS come WordPress sono stati inventati proprio per separare la parte tecnica da quella di gestione dei contenuti (e sinceramente credo che la maggior parte dei miei Clienti troverà decisamente più complicato muoversi nella nuova interfaccia): chi si occupa di scrivere i testi deve pensare solo a quello, mentre il grafico deve fare il grafico. Riunire in un unica “entità” tutte queste capacità è concettualmente sbagliato, a meno che non si voglia portare WordPress proprio in questa direzione, e cioè quella di fornire uno strumento genericista in mano a tuttofare hobbisti e webmaster improvvisati!

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