Prima di tutto, che cos’è un sito “responsivo”? Un sito è responsivo quando gli elementi contenuti nella pagina sono in grado di riadattarsi e ridistribuirsi al meglio a seconda della dimensione dello schermo che li sta visualizzando.

Quali sono i vantaggi di un sito “responsivo”?

Sicuramente il primo tra tutti è quello di facilitare la fruizione da parte di chi lo sta visualizzando, riducendo al minimo la necessità dell’utente di ridimensionare e scorrere i contenuti e fornendo sempre la visione migliore a seconda che stiano navigando da smartphome o tablet, o anche solo da desktop, ma con un monitor dalle dimensioni ridotte.

Come funziona un sito “responsivo”?

Scopo principale del design responsivo è quello di mantenere inalterato il codice delle pagine e agire solo sui fogli di stile (CSS) per assegnare regole diverse in base alla dimensione dello schermo che sta visualizzando il sito. Per ottenere questo dobbiamo ricorrere ad una funzionalità dei CSS chiamata “media query”, dove andremo a porre condizioni specifiche in base alla quali una regola CSS verrà, o no, applicata a seconda della larghezza del viewport.

Anche se la tendenza è quella di prendere in considerazione tre versioni del layout (smartphone, tablet e desktop), l’infinità di modelli che è ad oggi sul mercato rende quasi impossibile definire degli step “fissi” su cui attivare i passaggi per cui, il nostro consiglio, è quello di abbandonare l’approccio di framework cosi tanto in voga che propongono viewport più o meno standardizzate, e proseguire piuttosto analizzando le peculiarità di ogni singola pagina del sito, valutando ogni elemento e di ottimizzare sempre in base questo. E’ più oneroso? Certo, ma è sicuramente più professionale!

Perché è importante che un sito sia “responsivo”?

Considerando che l’audience di chi si collega in rete sta facendo vertiginosamente aumentare il numero di quanti lo fanno con smartphone o tablet, è importante (e giusto) fornire a questa grossa fetta di utenza una versione sempre ottimizzata delle pagine.

Ma non è solo una questione di “cortesia”: si perchè, come ha notificato la stessa Google, a partire dal 21 Aprile 2015 i siti non responsive subiranno gravi penalizzazioni sul posizionamento quando una ricerca viene effettuata tramite tablet o smartphone, rischiando quindi un pesante calo di traffico nelle visite e portando conseguentemente a gravi ripercussioni sul business di quelle aziende che non si sono dotate di un sito responsivo.

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